Edith Stein Suor Teresa
Benedetta della Croce
Deportata e assassinata a Auschwitz perché Ebrea
Mu
Introduce Giuseppe Cavalli
Intervento di:
Prof. Francesco Capretti
Direttore del Museo della Stampa Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino
Presentazione a cura di:
Antonio Sangalli Padre Carmelitano
cocuratore della Mostra Edith Stein “Una vita per la verita'.
Padre Antonio Sangalli porterà in visione
“il testimone silenzioso' del martirio
non solo della Stein ma di tutti coloro che hanno trovato la morte nel Campo di
sterminio di Auschwitz
(un mattone dei forni crematori)
Il 12 aprile 1933, alcune settimane dopo
l'insediamento di Hitler al cancellierato, Edith
Stein scrisse a Roma per chiedere a papa Pio XI e al suo
segretario di Stato ' il cardinale Pacelli, già nunzio apostolico in
Germania e futuro papa Pio XII ' di non tacere più
e di denunciare le prime persecuzioni contro gli Ebrei.
Edith Stein nacque nel 1891 a Breslavia,. era l'ultima di
sette figli di una famiglia ebrea profondamente religiosa e attaccata alle
tradizioni. Nacque in una festa religiosa ebraica, il 12 ottobre, giorno del
Kippur, cioè dell'Espiazione. Intelligente, vivace, iniziata in età precoce
agli interessi culturali dai fratelli maggiori, nel 1910 Edith è iscritta
all'università di Breslavia, unica donna a seguire, in quell'anno, i corsi di
filosofia. Nel 1913 la studentessa Edith Stein si recò a Gottinga per frequentare
le lezioni universitarie di Edmund Husserl, divenne sua discepola e assistente
ed anche conseguì con lui la sua laurea, a Gottinga incontrò anche il filosofo
Max Scheler. Quest'incontro richiamò la sua attenzione sul cattolicesimo. Nel
1916 seguì Husserl con l'incarico di assistente all'università di Friburgo. Si
laureò con una tesi dal titolo «ll problema dell'empatia» (Einfuhlung). L'anno
dopo conseguì il dottorato summa cum laude presso la stessa università. Fu
nell'estate del 1921, che Edith lesse ' in una sola notte ' la Vita di S.
Teresa d'Avila, scritta da lei stessa. Nel chiudere il libro, alle prime luci
del mattino, dovette confessare a se stessa: «Questa è la Verità!.
Ricevette il battesimo a Bergzabern qualche mese dopo, il 1°
gennaio 1922.
Aggiunse a Edith i nomi di Teresa ed Edvige. Avvertiva i primi richiami
interiori della vocazione alla consacrazione totale al Dio di Gesù Cristo.
Lasciò quindi il suo lavoro come assistente di Husserl, e scelse di passare
all'insegnamento presso l'lstituto delle Domenicane di Spira (Speyer).
Il 15 ottobre 1933
Edith entrava nel Monastero del Carmelo di Colonia. Aveva 42 anni. Sei
mesi dopo, la domenica 15 aprile 1934, si compì il rito della vestizione
religiosa, e fu monaca novizia col nome di Suor Teresa Benedetta della Croce.
Si dedicò a completare l'opera «Essere finito ed Essere eterno», iniziata prima
di entrare al Carmelo.
Nel 1938 si compì l'iter della sua formazione carmelitana e
il l° maggio emise la sua professione religiosa perpetua. Ma il 31 dicembre
1938 si imponeva per Edith il dramma della croce. Per sfuggire alle leggi
razziali contro gli ebrei, dovette lasciare il Carmelo di Colonia. Si rifugiò
allora in Olanda, nel Carmelo di Echt. Il momento era tragico, per tutta
l'Europa e particolarmente per coloro che erano perseguitati dai nazisti perché
di stirpe ebraica. Il 23 marzo si offrì a Dio come vittima di espiazione.
Il 9 giugno stese il testamento spirituale, nel quale
evidenziava l'accettazione della morte per le grandi intenzioni dell'ora,
mentre infuriava la seconda guerra mondiale. Nel 1941, per incarico della
Priora del monastero di Echt, incominciò e portò avanti finché potè, una nuova
opera, questa volta sulla teologia mistica di S.Giovanni della Croce. La
intitolò: «Scientia Crucis». L'opera rimase incompiuta, perché anche ad Echt fu
raggiunta dai nazisti. Le squadre delle SS la deportarono nel campo di
concentramento di Amersfort e poi in quello di Auschwitz.
Era passata dalla cattedra di docente
universitaria al Carmelo. Ed ora, dalla pace del chiostro, spazio dell'amore
contemplativo, passava agli orrori di un lager nazista. Edith Stein, Suor
Teresa Benedetta della Croce, morì nelle camere a gas di Auschwitz il 9 agosto
1942.
Fu beatificata da Giovanni Paolo II a Colonia,
nell'anniversario della sua consacrazione definitiva, il 1° maggio 1987. È
stata proclamata santa dallo stesso pontefice a Roma, in piazza san Pietro, il
giorno 11 ottobre 1998. Il cuore della vita di Edith Stein, di santa Teresa
Benedetta della Croce, si può individuare nella sua «passione per la verità».
Il messaggio che ha da consegnare all'uomo d'oggi è questa sua passione, che è
la sostanza della sua vita.
Molto spesso, oggi si va alla ricerca di esperienze
religiose innovative e nuovi percorsi spirituali, ma la questione della verità
viene trascurata e messa da parte, per evitare che in questo modo vengano posti
vincoli alla libera scelta verso le nuove proposte spirituali o che venga a
crearsi, tra quelle, una gerarchia che in qualche modo ne privilegi alcune e ne
discrimini altre. Per Edith Stein, l'uomo si qualifica come un essere che per
natura sua cerca la verità, che cioè cerca Dio. Però, non come un essere
condannato a una ricerca che non potrà mai aver esito; come un essere, invece,
al quale, a un certo punto, è dato di poter esclamare con la Stein: «La verità
è qui!».